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Da sinistra rivendicano il diritto a una rappresentanza per “dare un calcio alle paure”, il centrodestra è scettico: “Riconoscimento di una separazione”. Polemica anche per la moschea
Il caso del “blocco” bengalese candidato con il Partito democratico a Venezia sta facendo discutere. Dopo l’articolo de Il Giornale che ha fatto emergere questa anomalia in vista delle elezioni comunali nella città Lagunare del prossimo maggio, in tanti si sono mossi per chiedere spiegazioni e per sollevare qualche dubbio, anche e soprattutto a fronte di volantini interamente scritti in bengalese. Ovviamente, tutti i candidati hanno ottenuto la cittadinanza italiana nel nostro Paese e quindi da questo punto di vista non ci sono irregolarità. Ma quel che emerge sono questioni di opportunità legate all’evoluzione di una così ampia rappresentanza straniera alle elezioni e, soprattutto, le intenzioni elettorali, soprattutto in relazione alla costruzione di una moschea in città.






