Quali sono le aziende e settori più in grado di adattarsi ai cambiamenti guidati dall’intelligenza artificiale? Alla domanda hanno cercato di rispondere gli analisti di Columbia Threadneedle Inv. con un esercizio di engagement in colloquio con le singole aziende quotate per verificare direttamente chi è più avanti e chi invece deve ancora prendere le misure con questa travolgente rivoluzione. Ma soprattutto chi avrà impatti maggiori rispetto ad altri.

Chi è in pole position

Il settore IT si distingue nettamente dagli altri per l’utilizzo dell’AI: opera in questo ambito da oltre un decennio, sotto la guida di team dirigenziali di grande competenza. Per realtà come Relx o Experian l’AI non è uno slogan né un progetto pilota, ma sta già generando ricavi. Telecomunicazioni e utility emergono come “vincitori silenziosi”. Gli strumenti di AI consentono di analizzare griglie e reti in tempo reale, contribuendo a ridurre sia i tempi di risoluzione dei guasti sia i costi della manodopera manuale. Tutto ciò significa che queste aziende saranno in grado di operare in modo più efficiente e con margini migliori. Il management di Swisscom, ad esempio, afferma che l’AI è la più grande trasformazione della loro storia. Il settore bancario è pronto per un cambiamento radicale.