L’industria automobilistica si conferma protagonista della trasformazione digitale, posizionandosi oggi come il secondo settore a livello globale per maturità nell’adozione dell’intelligenza artificiale, superato soltanto dal comparto prettamente tecnologico. I dati emersi durante l'evento “AI: innovazione al servizio della sicurezza e mobilità accessibile”, promosso nella capitale dall’Associazione di fleet e mobility manager Best Mobility, delineano un futuro in cui l’innovazione non solo semplificherà la gestione delle flotte aziendali, ma produrrà impatti economici e sociali di vasta portata. Lo sviluppo della guida autonoma in Italia promette infatti potenziali benefici complessivi stimati fino a 6,1 miliardi di euro entro il 2050.

La "gerarchia" dell'innovazione (e la percezione dei consumatori)

Secondo le analisi illustrate da Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, l’automotive precede settori di punta come l'aerospace & defence e le life sciences per capacità di integrare l'AI lungo l'intera catena del valore. Questo primato tecnologico trova riscontro in una crescente fiducia degli utenti, poiché il 52% dei consumatori esprime una percezione positiva verso l'uso dell'intelligenza artificiale nei veicoli. I vantaggi più apprezzati riguardano la prevenzione degli incidenti per il 38% del campione, l'ottimizzazione dei consumi per il 34% e la manutenzione predittiva per il 33%. Permangono tuttavia timori legati alla sicurezza informatica: il 35% teme malfunzionamenti del software, il 33% la perdita di controllo del mezzo e il 30% la vulnerabilità ai cyberattacchi.