Il punto non è più capire se l'intelligenza artificiale cambierà il mondo. È capire se le nostre istituzioni, il lavoro e le regole riusciranno a starle dietro. L’Artificial Intelligence Index Report 2026 di Stanford, racconta una corsa a velocità diverse: una tecnologia che avanza, si allarga, entra ovunque, e un sistema economico e sociale che prova, con fatica, a reggerne il ritmo.

L'AI corre velocissima, ma è sempre più difficile da misurare

Per capire dove sta andando l'intelligenza artificiale, conviene partire da chi la costruisce. Nel 2025, oltre il 90% dei modelli più rilevanti è stato sviluppato da un gruppo ristretto di grandi aziende tecnologiche globali. La frontiera dell'innovazione è saldamente nelle mani di pochi giganti, mentre la diffusione accelera ovunque: la generative AI ha raggiunto il 53% della popolazione mondiale in appena tre anni, più rapidamente di quanto abbiano fatto il personal computer e internet. L'88% delle organizzazioni la utilizza, e quattro studenti universitari su cinque ricorrono già a strumenti generativi.

Questa diffusione, però, non è uniforme. Singapore è al 61%, gli Emirati Arabi Uniti al 54%, mentre gli Stati Uniti si fermano al 28,3%, solo al 24° posto nella classifica globale.