“Gli esseri umani non si sono mai confrontati con qualcosa più intelligente di loro. Dobbiamo ragionare su come prepararci al meglio per affrontare l’era dell’IA”.

Questa riflessione appartiene a un programmatore sudcoreano e fa parte di una ricerca pubblicata da Anthropic - tra le società più importanti al mondo nello sviluppo di intelligenza artificiale di frontiera - sulle speranze, paure e opinioni delle persone riguardo all'intelligenza artificiale.

Lo studio, condotto in 159 paesi del mondo, tra cui l’Italia, punta a rispondere a domande complesse: cosa vogliono le persone dall’IA? Come utilizzano questa tecnologia? Quali sono le loro più grandi paure e speranze?

Nel dibattito pubblico sull’intelligenza artificiale prevalgono spesso riflessioni teoriche sui possibili rischi e benefici. Manca una visione concreta di cosa significhi davvero un’evoluzione positiva – o negativa - dell’AI, costruita a partire dalle esperienze reali delle persone che già la utilizzano e che stanno misurando l’impatto di questa tecnologia nelle proprie vite. Questa è la lacuna che Anthropic ha provato a colmare.

“Per la prima volta - scrive Anthropic - l’intelligenza artificiale ci ha permesso di raccogliere interviste ricche e aperte su scala straordinaria. Abbiamo ascoltato persone in 159 paesi, in 70 lingue. Riteniamo che questo sia il più ampio studio qualitativo multilingue mai realizzato”.