Hanno respinto al mittente l'accusa di aver organizzato serate nei locali vip di Milano offrendo anche escort ai clienti facoltosi, in particolare calciatori di serie A, Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, i due compagni nella vita e nel lavoro agli arresti domiciliari da una settimana per essere stati i "promotori e dominus" dell'associazione per delinquere con al centro la presunta società "schermo" Ma.De Milano, finita nel mirino della procura per aver gestito un giro di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
Stamani i due, durante gli interrogatori di garanzia durati circa quattro ore, come ha riferito il loro legale, l'avvocato Marco Martini, hanno negato qualsiasi festino con prostitute.
"Hanno dato delle spiegazioni tecniche", ha chiarito, e sono stati "molto precisi". Il difensore ha ironizzato pure sulla descrizione, fornita da alcuni media, dei suoi assistiti come di una "coppia diabolica, amore e morte".
"La dottoressa Ronchi - ha detto ancora - è laureata in Economia, Buttini è un geometra. Hanno iniziato dal nulla e hanno creato un mondo che si riferisce all'effimero con una clientela che spende sei o settemila euro per delle bottiglie di vino, cose che per loro sono normalissime, come per noi è normale andare a fare la spesa al supermercato".












