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27 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 16:28

“Nessun giro di prostituzione, ma semplice serate mondane”. È questo, in sintesi, il contenuto della difesa di Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, due degli arrestati (domiciliari) dell’inchiesta sul giro di sfruttamento della prostituzione che avrebbe visto tra i clienti alcuni calciatori di Serie A. I presunti promotori dell’organizzazione, a dire dell’accusa, “hanno dato delle spiegazioni di tipo tecnico, sono stati francamente molto precisi” spiega l’avvocato Marco Martini, al termine dell’interrogatorio di garanzia – davanti alla gip Chiara Valori – durato quasi tre ore.

“Ho avuto poco tempo per leggere quello che è stato scritto, ma se posso – dice scherzando il difensore – nomino come miei consulenti Giuseppe Cruciani e Luca Bizzarri per rispondere a chi scrive di ‘coppia diabolica‘ e alla stampa più morbosamente interessata ai pruriti di soggetti molto benestanti piuttosto che al procedimento penale, distruggendo la vita di questi ragazzi e delle famiglie”. Ronchi è laureata in economia e Buttini è un geometra, “hanno iniziato dal nulla” nel creare la società di eventi ora sotto indagine, “ma oggi vengono dipinti come sfruttatori di povere donne. Loro non erano i diretti gestori del personale dipendente, non posso dire altro sul contenuto degli interrogatori se non che con questo accanimento si è distrutta la vita di due persone” conclude l’avvocato che ritiene errata sia la misura cautelare che il sequestro disposto da oltre 1,2 milioni di euro.