Gli oltre 60 cognomi, indicati nelle "parole chiave" del decreto di perquisizione e sequestro dei dispositivi di arrestati e indagati nell'inchiesta milanese con al centro un presunto giro di prostituzione di escort, si riferiscono tutti a persone non indagate, tra cui noti calciatori di importanti club di serie A ma anche giovani giocatori più o meno conosciuti.

L'acquisto di prestazioni sessuali in Italia non costituisce reato, così come la prostituzione esercitata da maggiorenni consenzienti, motivo per cui anche le escort non sono indagate. La legge punisce infatti la gestione e lo sfruttamento del fenomeno, il 'terzo' che guadagna, ma non il rapporto consensuale tra chi si prostituisce e i clienti.

I nomi dei calciatori sono stati inseriti nell'elenco redatto dai pm per effettuare gli accertamenti tecnici che saranno svolti, in particolare, sui telefoni degli indagati. Da quanto è stato riferito, quei nomi compaiano in gran parte nelle intercettazioni che hanno captato i dialoghi tra gli indagati. E quindi si dovrà verificare, anche attraverso le analisi di chat dei telefoni sequestrati agli indagati, se abbiano preso parte alla serate organizzate dai gestori della Ma.De Milano nei locali vip, presunta società "schermo", e se poi abbiano davvero usufruito anche del "servizio extra" con sesso a pagamento. Ma anche in questo caso, come meri clienti della prostituzione, non rischiano di finire indagati.