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21 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 14:40
Una componente autoimmune, finora poco esplorata, potrebbe contribuire alla genesi della Sindrome di Down anche indipendentemente dall’età materna. È quanto emerge da uno studio prospettico caso-controllo condotto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e pubblicato sull’International Journal of Molecular Sciences, che indaga il ruolo degli autoanticorpi materni diretti contro la zona pellucida dell’ovocita.
La trisomia 21 è tradizionalmente associata all’età avanzata della madre, in relazione all’aumento del rischio di errori meiotici negli ovociti. Tuttavia, questo modello non spiega completamente i casi osservati in donne giovani. Il lavoro coordinato da Giuseppe Noia introduce una variabile aggiuntiva: l’autoimmunità materna come possibile fattore di rischio indipendente. Lo studio, di tipo prospettico caso-controllo, ha coinvolto 58 donne arruolate tra settembre 2020 e ottobre 2022. Le partecipanti sono state suddivise in due gruppi: madri che avevano avuto una gravidanza con trisomia 21 e un gruppo di controllo con gravidanze senza anomalie cromosomiche.







