La Sindrome di Down potrebbe dipendere in alcuni casi anche da una reazione autoimmune, in cui gli anticorpi materni attaccano la membrana che riveste l'ovocita, e questo meccanismo potrebbe spiegare i casi in cui la trisomia 21 si verifica anche in gravidanze di mamme giovani.
Lo evidenzia uno studio condotto da ricercatori dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma, che è stato recentemente pubblicato sull'International Journal of Molecular Sciences.
La teoria classica finora conosciuta della trisomia 21 è che sia dovuta all'invecchiamento degli ovociti materni e quindi che sia età-dipendente.
Tuttavia, la presenza di concepimenti con trisomia 21 in donne giovani non ha sinora trovato una spiegazione plausibile.
La finalità dello studio, durato 5 anni, era di dosare nel sangue delle mamme che avevano avuto una gravidanza con Sindrome di Down, la presenza di 'auto-anticorpi', ovvero anticorpi patologici che attaccano il corpo stesso che li produce. In particolare, i ricercatori cercavano auto-anticorpi diretti contro la zona pellucida (una membrana che protegge l'ovulo e riconosce lo spermatozoo, indispensabile per il concepimento) come fattore di autoimmunità proprio durante il concepimento. L'autoimmunità si presenta dunque come un altro possibile fattore di rischio complementare all'età materna.







