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21 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 10:39

Le opposizioni chiedono la convocazione della conferenza dei capigruppo affinché “governo e maggioranza chiariscano quale sarà la soluzione” sul decreto Sicurezza. “Prima di iniziare a discutere del merito, credo sia necessario soffermarsi sul metodo. Questo decreto è stato tenuto in ostaggio dal Senato per quasi 50 giorni. Nonostante questo il decreto è arrivato a Palazzo Madama senza il mandato al relatore. Noi abbiamo ricevuto il testo la scorsa settimana, le modalità sono state contestate anche con il presidente della Camera”, ha esordito la capogruppo Pd Chiara Braga. “La giornata di ieri si è ulteriormente aggravata, il sottosegretario Mantovano è salito al Colle a fronte dei rilievi sull’art.30 bis” sugli incentivi agli avvocati per i rimpatri. “Siamo stati inchiodati in commissione con un balletto imbarazzante. Stanotte abbiamo concluso i lavori senza che la maggioranza e il governo abbiano chiarito la soluzione – ha aggiunto – non possiamo iniziare l’esame del provvedimento senza che ci sia una chiarezza definitiva su come intendano risolvere questa situazione e rispondere agli impegni che crediamo il sottosegretario si è assunto. Non possiamo consentire che il Parlamento venga umiliato, che approvi una norma palesemente incostitizionale. Non siamo disponibili a iniziare i lavori senza che sia fatta chiarezza, chiediamo di convocare una conferenza dei capigruppo per chiarire questo passaggio”, ha concluso. Alla richiesta si è unito anche Riccardo Magi di Più Europa che ha parlato di un passaggio “di gravità inaudita” e ha chiesto al governo di chiarire “quale sarà la soluzione, se ci sarà un decreto e quale sarebbe l’urgenza. La state creando voi l’urgenza”, ha attaccato. Concorde anche Avs. “Qui non c’è nemmeno un membro del governo che prenda la parola per spiegarci quello che è successo ieri. Non potete chiederci di approvare un testo che è palesemente incostituzionale“, ha insistito Marco Grimaldi.