VENEZIA - Ancora una netta presa di posizione contro il padiglione della Russia. La Finlandia, infatti, vuole ridurre la propria partecipazione istituzionale alla Biennale qualora, come è stato più volte annunciato, venga confermata la presenza del padiglione russo alla esposizione d'Arte che inizia a maggio. Lo ha reso noto ieri mattina il ministero finlandese dell'Istruzione e della Cultura in una dichiarazione, segnando un ulteriore irrigidimento della posizione di alcuni Paesi europei nei confronti del ritorno della Russia alle grandi manifestazioni artistiche internazionali. Secondo quanto comunicato dal Helsinki, la linea del governo scandinavo appare molto chiara: la Russia non dovrebbe essere ammessa alla manifestazione "finché continua la sua guerra di aggressione in Ucraina".

La ministra della Cultura, Mari-Leena Talvitie, ha poi precisato che alcuni rappresentanti pubblici finlandesi potrebbero comunque essere presenti per sostenere il settore artistico nazionale alla 61esima Esposizione internazionale d'Arte che inizia il 9 maggio per concludersi il 22 novembre. La decisione non configura un ritiro totale, ma rappresenta un segnale politico rilevante nel crescente dibattito sulla presenza russa alla Biennale Arte, che nel 2026 si prepara ad accogliere nuovamente il padiglione nazionale russo per la prima volta dall'invasione dell'Ucraina nel 2022. Va poi ricordato che, a livello europeo, la pressione sulle istituzioni culturali veneziane è in aumento.