Dall'inizio della guerra in Iran alla fine di febbraio, l'interesse degli acquirenti per le auto elettriche è aumentato in tutta Europa per via dell'aumento del costo della benzina dovuto al blocco dello Stretto di Hormuz da cui transita il 20% del traffico mondiale dei carburanti. Dal 28 febbraio, data di inizio della guerra tra Usa, Israele e Iran, soltanto una manciata di petroliere è riuscita ad uscire dal Golfo Persico. Centinaia sono ancora quelle bloccate e oggi il prezzo del greggio è tornato a salire raggiungendo la quotazione di 94,73 dollari al barile. Mentre il presidente Usa Donald Trump ha ripetutamente criticato le "centrali eoliche" europee e la spinta verso un maggiore utilizzo delle energie rinnovabili, i dati suggeriscono che il conflitto in Iran sta accelerando l'abbandono dei motori a combustione. La Norvegia ha registrato il maggior numero di automobilisti che sono passati all'elettrico, con il 98% di tutte le nuove auto vendute a marzo che erano veicoli elettrici, seguita dalla Danimarca con il 76% e dalla Finlandia con quasi il 50%.