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Ultimo aggiornamento: 7:36
di Gabriele Accascina*
Il gasolio ha superato i due euro al litro. La guerra in Iran ha parzialmente bloccato lo Stretto di Hormuz, il Brent è salito del 50% in un mese e ogni settimana di conflitto si traduce in bollette più alte e margini più stretti per imprese e famiglie. La causa immediata è in Medio Oriente. La causa strutturale è più vicina a casa.
L’Europa, pur presentandosi come mercato unico, non ne ha mai costruito uno in campo energetico. Ogni stato membro negozia i propri contratti, progetta i propri sussidi, privilegia la propria rete. Nessun organismo centrale europeo ha l’autorità di ottimizzare la generazione su scala continentale. Il risultato è un continente che importa la volatilità che la sua stessa geografia potrebbe evitare: solare del Sud, eolico del Nord, nucleare francese restano frammentati invece che integrati, e il vantaggio comparativo europeo va sprecato.






