C’era una volta un tizio che, fino a febbraio, considerava l’auto elettrica una roba da fighetti svedesi con la coscienza sporca e il portafoglio gonfio.
Poi Israele e gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iran, il petrolio ha cominciato a fare la ola nello Stretto di Hormuz e, miracolo, lo stesso tizio si è ritrovato sabato scorso in coda davanti a una concessionaria di auto usate elettriche a Guildford, Inghilterra.
Il caso della concessionaria inglese
Si chiama Martin Miller, il concessionario. Dice che non ha mai visto un sabato così. La gente entra, vede il prezzo della benzina che sale come un ascensore e esce con una Tesla di terza mano come se fosse l’ultimo salvagente del Titanic. «Stiamo vendendo le macchine a una velocità pazzesca», racconta, mentre i suoi commessi rastrellano modelli usati sulle aste come forsennati. È la prima volta nella storia che una guerra in Medio Oriente fa più proseliti all’ambientalismo di Greta Thunberg e Al Gore messi insieme.
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