Theodoros Terzopoulos, Asterios Peltekis, Angelin Preljocaj e Filippo Dini. Sono i quattro maestri contemporanei che porteranno in scena rispettivamente Le Baccanti di Euripide, la Lysistrata di Aristofane, Requiem(s), e l'Alcesti di Euripide in occasione della seconda edizione del “Teatro Ostia Antica Festival. Il senso del passato”. La rassegna torna dal 25 giugno al 18 luglio al Teatro Romano di Ostia dopo una prima edizione da tutto esaurito, con 11mila biglietti staccati. «Pensavamo ci fosse bisogno di più tempo per avere un’affezione verso un evento di questo tipo - ha spiegato il presidente della Fondazione Teatro di Roma, Francesco Siciliano, durante la presentazione, al Teatro Argentina -. Abbiamo trovato il modo per fare teatro in un posto che era nato per farlo, e che ritrova questo suo senso in maniera così eccezionale e straordinaria».

Il Teatro romano di Ostia

Il recupero di Ostia come obiettivo

«Nel corso del primo incontro ufficiale con i nuovi vertici della Fondazione Teatro di Roma - ha ricordato Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio - dissi che oltre per la qualità del lavoro avrei valutato l’operato sulla capacità di recuperare Ostia Antica. È un territorio che ha bisogno di non essere alle cronache solo per temi dolorosi, ma di tornare a esprimere la sua capacità culturale. Con questo secondo anno l'obiettivo è che la manifestazione abbia continuità in futuro». Per Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi di Roma, Ostia è «un luogo che è ancora l'emblema di quanta strada c’è da fare per valorizzare il nostro patrimonio archeologico e storico-monumentale. Oggi più che mai di fronte a nuovi modi di comunicare bisogna generare delle opportunità per conoscere meglio dei luoghi che ci appaiono iper-noti ma non lo sono». Intanto, «abbiamo finito di restaurare la cavea del teatro - ha ricordato Alessandro D'Alessio, direttore del Parco archeologico di Ostia Antica -. E da autunno avremo delle postazioni per vedere delle ricostruzioni culturali in modalità immersiva».