Il teatro come strumento per attraversare quelle frontiere che ora sono delle ferite: inaccessibili, attraversate dai conflitti. Barriere geografiche ma anche mentali, ideologiche, escludenti. Si intitola “Attraversare i confini”, la rassegna teatrale che sarà il cuore della ventottesima edizione del Suq Festival – Teatro del dialogo, a Genova da domenica 14 a mercoledì 24 giugno, con un’anteprima sabato 13 giugno con Ascanio Celestini.
Saranno dieci, i titoli in programma di questa edizione del Suq, fondato nel 1999 da Valentina Arcuri e Carla Peirolero (che da allora è la direttrice artistica), affiancata quest’anno da Bintou Ouattara, danzatrice e attrice nata in Burkina Faso. In scena ci saranno tre prime nazionali, nove spettacoli per la prima volta in Liguria, due realizzati da artisti under 35. I confini si valicheranno non solo per esplorare Paesi come Iran, Marocco, Libano, Algeria, Brasile, ma per conoscere la realtà dei sordi con uno spettacolo con sovratitoli per udenti, trattare il mondo di chi rifiuta la logica binaria applicata al genere.
L’anteprima – a bazar chiuso – sarà sabato 13 giugno alle 21: protagonista Ascanio Celestini con “Poveri cristi”, in scena con Gianluca Casadei alla fisarmonica. Punto di riferimento del teatro civile, Celestini prosegue nel suo impegno per dare voce agli ultimi con uno spettacolo ambientato nella periferia di Roma, simile a tante altre del mondo, dove si intrecciano le vite di tanti poveri cristi. Lunedì 15 giugno, sempre alle 21 in piazza delle Feste, va in scena “Under the Flesh”, con l’artista libanese Bassam Abou Diab, attore, danzatore e coreografo, che fonde Dabke, danza popolare e narrazione. In “Under the Flesh” indaga il modo in cui il corpo reagisce quando è esposto alla guerra, alla minaccia costante e alla paura della morte.







