ROVIGO - Due pullman, auto da mezza Italia e circa duecento persone davanti all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Rovigo. Una comunità intera, quella egiziana, si è ritrovata ieri mattina per chiedere «giustizia e chiarezza» sulla morte del piccolo Adam Mohamed Abdelmoeti Ibrahim Seddik, il bambino di due anni e mezzo morto martedì scorso dopo un intervento chirurgico al braccio e il successivo trasferimento d’urgenza a Padova. Sono arrivati da Fidenza, dove vive la famiglia, ma anche da Piacenza, Milano e da diverse zone del Veneto. Amici, parenti, connazionali: un gruppo compatto, unito dal dolore e dalla stessa domanda, ripetuta al megafono per tutta la mattinata.
«Adam, il cuore era fermo»: il dolore del papà del bambino di 2 anni morto dopo un intervento al braccio VIDEO
Striscioni, cori e voci rotte dall’emozione. «Non molleremo, vogliamo sapere cosa è successo a nostro figlio. Vogliamo che esca fuori la verità da questo ospedale. Verremo qui ogni giorno se serve», scandiscono. E poi la domanda che torna. Sempre la stessa: «Come è possibile che un bambino entri per un problema al braccio vada in arresto e per spostarlo usino l’ambulanza che ci ha messo 45 minuti ad arrivare?».








