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17 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 8:01
C’è un rischio cancerogeno superiore alla soglia di accettabilità, per quanto riguarda arsenico e cromo esavalente, nello scenario di emissioni autorizzate – quindi potenziali – previsto con il rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale per il cementificio Colacem di Galatina (Lecce). Lo dicono i contributi di Arpa e Asl, nell’ambito della Valutazione dell’impatto sanitario necessaria al rinnovo dell’autorizzazione. E così il Coordinamento civico Ambiente Salento e dall’Isde (Associazione medici per l’ambiente) di Lecce, insieme ad altre realtà, come il Circolo di Legambiente di Leverano e della Terra D’Arneo, Wwf di Lecce, una ventina in tutto, chiedono lo stop dello stabilimento e la sospensione dell’Aia e del relativo procedimento di Vis. In una diffida inviata, tra gli altri, al ministero dell’Ambiente, alla Regione Puglia, a Fabio Tarantino, presidente della Provincia, nonché sindaco di Martano e ai primi cittadini di altri quindici comuni sollecitano l’avvio di una verifica indipendente “sull’impatto sulla salute della popolazione di oltre 70 anni di attività e sull’intero ciclo produttivo”. Se i cementifici sono catalogati come industrie insalubri di prima classe, ora preoccupa soprattutto quanto emerso dai contributi tecnici di Arpa e Asl rispetto allo scenario di emissioni autorizzate: “Il rischio sanitario cancerogeno per la popolazione esposta risulterebbe superiore alla soglia di accettabilità per arsenico e cromo esavalente”. Sotto la soglia di accettabilità, invece, le emissioni reali. Lo stabilimento in questione è lo stesso finito nel 2022, insieme ad altri di Colacem in un dossier presentato alla Camera da alcuni comitati dei territori interessati e oggetto nello stesso anno di un’indagine della Procura di Lecce. “Chiediamo alle istituzioni un intervento tempestivo” spiega a ilfattoquotidiano.it Alessandra Caragiuli, portavoce del Coordinamento civico ambiente e salute. È stato ribadito anche in un recente incontro con il presidente della Regione. Colacem spa, leader nella produzione italiana di cemento e fondata a Gubbio dalla famiglia Colaiacovo è il cuore industriale del Gruppo Financo, su cui ha messo gli occhi anche l’imprenditore e influencer Gianluca Vacchi, presentando recentemente un’offerta da oltre 450 milioni di euro per una quota del 25% della holding.







