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9 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:08

La notizia della possibile tombatura della discarica di Campo in Ferro, all’interno dell’Arsenale militare marittimo della Spezia, nella zona al confine con la borgata marinata di Cadimare, per decenni utilizzata per lo stoccaggio fuori norma di un ingente quantitativo di materiale inquinante, ha scatenato un putiferio. “Ribadiamo fermamente che il sito va completamente bonificato e non tombato”, ha attaccato il presidente di Legambiente La Spezia Stefano Sarti.

“In sostanza le tonnellate di materiali tossico nocivi che sono tutt’ora stoccati in quell’area rimarranno a contatto con falde e infiltrazioni marine”, afferma l’associazione Murati vivi che gli abitanti della borgata Marola, a breve distanza dalla discarica, hanno fondato nel 2010. “Per anni si è parlato di restituzione del sito alla città. Oggi, invece, si sceglie di coprire una discarica di rifiuti pericolosi pur di accelerare un’opera funzionale esclusivamente alla Marina”, afferma Matteo Bellegoni, segretario regionale del Partito comunista italiano. “L’Arsenale militare oggi è in gran parte inutilizzato”, dicono Roberto Centi, Patrizia Flandoli e Giorgia Lombardi, consiglieri comunali di LeAli a Spezia-Alleanza Verdi e Sinistra. “Invece di avviare un percorso serio di restituzione alla città, si sceglie di espandere ancora, consumando suolo e seppellendo problemi irrisolti”.