Approderà in Parlamento il caso Colacem, il cementificio alle porte di Galatina (Lecce) per il quale diverse associazioni locali chiedono lo stop cautelativo. La deputata di Alleanza verdi e sinistra, Elisabetta Piccolotti, ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e al ministro della Salute, Orazio Schillaci, chiedendo di valutare lo stato dello stabilimento. Piccolotti chiede "se non ritengano urgente adottare, per quanto di competenza, iniziative di carattere cautelativo, in ragione degli esiti delle valutazioni tecniche fornite da Arpa Puglia e dalla Asl di Lecce, a tutela della salute pubblica e dell’ambiente, anche considerando l’eventuale sospensione delle attività dello stabilimento Colacem ad oggetto, e al contempo – aggiunge – promuovere un’ulteriore verifica approfondita degli impatti sanitari e ambientali dello stabilimento anche in relazione all’intero ciclo produttivo nonché alla durata dell’attività".
A far deflagrare nuovamente il caso ci sono le valutazioni tecniche di Arpa e Asl, consegnate nell’ambito della valutazione dell'impatto sanitario, necessaria per il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale, che consente allo stabilimento di produrre. I dati di arsenico e cromo esavalente, nello scenario di emissioni autorizzate, superano le soglie di accettabilità. Esponendo, secondo gli studi allegati nell’istanza di stop, a rischi cancerogeni la popolazione, in un’area già dichiarata cluster per le patologie tumorali. L’azienda si è difesa rimarcando che la Valutazione d’impatto sanitario elaborata dall’università di Bologna - incaricata per la Vis - "fornisce un quadro rassicurante". E ha risposto alle istanze dei comitati asserendo che sia "importante chiarire con assoluta nettezza che non esiste alcun rischio per la popolazione".









