Milano, 14 apr. (askanews) – Nelle aziende vitivinicole in cui la leadership femminile è più presente emergono assetti organizzativi più definiti, una pianificazione più solida e una maggiore attenzione alle persone. È il quadro che emerge dalla ricerca “Il ruolo delle donne nella trasformazione dei modelli di governance e di leadership nelle aziende vitivinicole”, realizzata da Mib Trieste School of Management assieme a Associazione nazionale Le Donne del Vino e presentata il 14 aprile a Vinitaly 2026. Lo studio si basa sulle risposte di 152 imprenditrici associate e legge la presenza femminile nei ruoli di guida non più come tema di rappresentanza, ma come elemento che accompagna l’evoluzione delle imprese del vino. Il punto, secondo la ricerca, riguarda il modo in cui le aziende si organizzano, pianificano e gestiscono competenze, persone e sviluppo.

“Questa ricerca dimostra che la leadership femminile non è un tema di rappresentanza, ma di efficacia” ha dichiarato Francesca Poggio, vicepresidente vicaria dell’Associazione nazionale Le Donne del Vino, spiegando che “le imprese del vino stanno cambiando e richiedono modelli più strutturati, capaci di tenere insieme visione, persone e territorio. In questo processo, le donne stanno dando un contributo concreto e misurabile”. Anche Pierpaolo Penco, responsabile della formazione in Wine Business di Mib Trieste School of Management, ha legato i risultati alla trasformazione del sistema produttivo. “Non è il prodotto il punto debole del vino italiano, ma la struttura delle imprese. Il modello tradizionale non è più sufficiente per affrontare la complessità attuale” ha affermato, rimarcando che “la leadership femminile emerge come uno dei fattori che accompagnano il passaggio verso organizzazioni più evolute, capaci di pianificare, delegare e lavorare sul lungo periodo”.