Donatella Cinelli Colmbini è una delle imprenditrici del vino italiane più note e stimate al mondo. La viticoltrice toscana dalla ampia e lungimirante visione, madre della rinascita della Val d’Orcia e pioniera delle Donne del Vino, ha fatto dell’enoturismo un sistema di successo e del racconto l’arma segreta del settore. Ecco i suoi consigli ai giovani del vino.
Un consiglio a un giovane vignaiolo?
“Studiare molto bene l’inglese, in modo fluente. Ma non basta: è fondamentale avere una conoscenza precisa dei meccanismi dell’informazione applicata alla comunicazione e capire come funziona il mondo oggi”.
Quanto conta lo storytelling per vendere il vino?
“È decisivo, perché la qualità del vino è un prerequisito e deve essere molto alta. Ma ciò che fa davvero vendere è la capacità di raccontare i valori che quel vino contiene. E questi valori devono essere espressi attraverso esempi concreti, altrimenti si rischia di fare solo greenwashing. Lo storytelling deve mettere in evidenza le scelte etiche che stanno dietro al vino: cosa si fa davvero in vigna e in cantina. Se dici che credi nel rispetto della natura perché la ami, devi dimostrarlo: utilizzi varietà autoctone? Tuteli la biodiversità? Che cosa fai concretamente, dalle api in poi? Questo è ciò che conta raccontare”.









