Conquistare i mercati emergenti, dal Sud America all’India. Ingaggiare i giovani consumatori. Rilanciare il valore della convivialità. E ancora: superare la frammentazione del tessuto produttivo, affrontare gli effetti del cambiamento climatico e quelli delle regolamentazioni europee e internazionali. Dazi americani compresi. Queste le sfide che il mondo del vino chiamato a raccolta dal Comitato Leonardo a Ca’ del Bosco per il XIV incontro con il territorio organizzato dalla realtà nata nel 1993 su iniziativa di Confindustria, Agenzia Ice e un gruppo di imprenditori (oggi sono 160) deve affrontare; tanto nel presente quanto nel prossimo, immediato futuro. In gioco, infatti, c’è qualcosa in più dell’aspetto economico (30.000 imprese di trasformazione, 74mila occupati e un fatturato che supera i 16 miliardi di euro, di cui più di 8 miliardi derivano dall’export). «La viticoltura esprime un saper fare che rappresenta una delle chiavi di accesso a quel patrimonio culturale e artistico su cui si basa il nostro Made in Italy – ha affermato Sergio Dompè, presidente del Comitato che rappresenta 118 aziende associate per un fatturato aggregato di 410 miliardi di euro – Un’eccellenza messa a repentaglio dall’acuirsi delle tensioni internazionali ma di cui non possiamo privarci, pena la perdita di un patrimonio unico».
Vino italiano: tra dazi, giovani consumatori e mercati emergenti
La ricetta del Comitato Leonardo a Ca’ del Bosco per il futuro del comparto: conquistare nuove piazze, coinvolgere i giovani, sfidando cambiamenti climatici e …







