Capacità di integrare competenze, di costruire organizzazioni solide, di tenere insieme business, persone e territorio. La leadership femminile nel mondo del vino detta le regole con un modello unico, efficiente, che rappresenta un esempio per tutti, oggi e per il futuro. Un dato di fatto non legato al gender gap, ma costitutivo nelle aziende guidate da donne.

È quanto emerge della ricerca “Il ruolo delle donne nella trasformazione dei modelli di governance e di leadership nelle aziende vitivinicole”, realizzata da MIB Trieste School of Management in collaborazione con l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, sottoscritta da Pierpaolo Penco, responsabile della formazione in Wine Business di Mib Trieste School of Management, con la collega Gabriella Iacono. Uno studio presentato a Vinitaly nello spazio della Regione Piemonte, in un evento organizzato dalle Donne del vino, in presenza della delegata Marina Marsaglia, a cui hanno preso parte Giovanna Prandini, fondatrice dell’azienda Perla del Garda e presidente di Ascovilo, e Karoline Walch, seconda generazione dell’azienda Elena Walch in Trentino-Alto Adige.

Un tema molto attuale, oggi che il settore vitivinicolo italiano sta vivendo una trasformazione profonda che riguarda anche i modelli di leadership e governance. Lo studio del Mib di Trieste analizza il ruolo della leadership femminile in questa evoluzione, evidenziandone il contributo in termini di sostenibilità, gestione del capitale umano e formalizzazione dei processi decisionali. Lo studio, basato sulle risposte di 152 imprenditrici associate, evidenzia come nel settore vitivinicolo italiano la leadership femminile non sia più un tema di rappresentanza, ma un fattore concreto di evoluzione dei modelli organizzativi, capace di rafforzare governance, sostenibilità e gestione delle persone.