Un nuovo vino della collezione Peaks and Valleys. Una nuova struttura per l’ospitalità nel cuore di Bolgheri, inaugurata il 24 marzo. E pure un podcast di 4 puntate disponibile da settembre per raccontare una storia familiare legata a doppio filo alla tradizione enologica italiana. Marilisa Allegrini si avvicina a Vinitaly 2026 (dove sarà presente al padiglione 9, stand D8) con tutta la vivacità di una giovane azienda; almeno sulla carta.
Marilisa Allegrini con le figlie Caterina e Carlotta Mastella e Giancarlo Mastella
Nata nel 2024, dopo la divisione dall’altro ramo della famiglia Allegrini, l’azienda veronese ha chiuso l’ultimo bilancio a quota 11,1 milioni di euro (+5,7% rispetto all’anno precedente) riuscendo a mettere a frutto una strategia che si basa sulle territorialità plurale della Valpolicella (Villa Della Torre), Bolgheri (Poggio al Tesoro) e Montalcino (San Polo) da scoprire non solo nel calice. «Dopo un 2025 ricco di grandi sfide, che hanno inciso sui piani di sviluppo di tutto il settore – afferma Marilisa Allegrini, icona dell’Amarone, prima donna italiana del vino a finire su Wine Spectator e nel 2020 insignita con il titolo di Cavaliere del Lavoro – puntiamo a differenziare la nostra proposta unendo vino e ospitalità: nel 2027, infatti, avremo a disposizione più di 30 camere nelle nostre tenute». Un risultato frutto degli investimenti sostenuti per progetti come Spazio Te, il bistrot di Palazzo Te a Mantova, restituito alla città come luogo di incontro e accoglienza grazie alla gestione affidata a Villa Della Torre (che ne ha curato anche l’intervento di ristrutturazione); oppure “Le Sondraie”, struttura dedicata all’enoturismo nel cuore dei vigneti di Poggio al Tesoro. Location a cui, entro fine anno, dovrebbero aggiungersi gli spazi della rinnovata cantina di San Polo.















