Ha 17 anni ed è considerato uno dei talenti più promettenti della boxe locale, ma oggi il suo nome è legato a un’accusa pesantissima: concorso in omicidio. Il giovane, italiano di seconda generazione, è stato fermato dai carabinieri nell’ambito dell’indagine sulla morte di Giacomo Bongiorni, il 37enne deceduto dopo un’aggressione avvenuta nel cuore di Massa.
Lo sport, i risultati sul ring, le competizioni giovanili: fino a pochi giorni fa la sua vita sembrava seguire un percorso ben definito. Aveva già collezionato incontri e vittorie, arrivando a distinguersi anche in ambito nazionale. Ora, invece, si trova al centro di un’inchiesta che ha sconvolto l’intera comunità.
Massa, il papà di uno dei ragazzi indagati: “Sono stati aggrediti, non sono criminali”
NICCOLÒ ZANCAN
I fatti risalgono alla notte tra sabato e domenica, quando in piazza Palma si sarebbe verificato un acceso confronto tra un gruppo di giovani e la vittima. Secondo quanto emerso, tutto sarebbe nato da un richiamo per alcuni comportamenti ritenuti inappropriati, come il lancio di oggetti in strada. In pochi istanti la tensione sarebbe salita, trasformando la discussione in violenza. Il minorenne avrebbe colpito Bongiorni con un pugno, provocandone la caduta. A quel punto, secondo gli investigatori, l’uomo sarebbe stato raggiunto da altri colpi mentre si trovava a terra.











