Non solo voli aerei, ma anche i viaggi in traghetto. L’allarme per il rincaro dei prezzi dei carburanti si riflette sul trasporto marittimo. Così il blocco dello Stretto di Hormuz minaccia i passeggeri diretti verso le isole del Mar Mediterraneo. E le tratte più a rischio sono quelle da o dirette nelle isole maggiori italiane. Ovvero, Sicilia (come Genova-Palermo) e Sardegna (Genova-Olbia).

A evidenziare la situazione sono Assarmatori e Confitarma, che nelle scorse settimane hanno segnalato possibili interruzioni di collegamenti o riduzioni dell’offerta, qualora il prezzo resti alle stelle. «Il trasporto marittimo, e nello specifico il comparto dei traghetti, è un elemento essenziale per garantire la continuità territoriale in un Paese come l’Italia che vanta la più larga popolazione insulare d’Europa con oltre 6,5 milioni di persone», sostengono il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, e il presidente di Assarmatori, Stefano Messina.

Armatori: “I rincari ci colpiscono”

Che continuano: «Per questo ci siamo rivolti al governo per chiedere, come è successo peraltro per altre modalità di trasporto, interventi correttivi, che abbiamo ipotizzato in un contributo straordinario per le compagnie, sotto forma di credito di imposta, commisurato alla maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio, rispetto al prezzo medio del mese di febbraio, per l’acquisto di carburante: i rincari, infatti, colpiscono anche questo segmento industriale».