Ogni volta che la tensione nel Golfo Persico sale, riemerge come un riflesso automatico la stessa frase: «L’Iran potrebbe chiudere lo Stretto di Hormuz». È diventata quasi uno slogan, ripetuto da analisti, giornalisti e talvolta anche da esponenti politici, come se si trattasse di una facoltà naturale di Teheran.
Il blocco del passaggio delle navi dallo Stretto di Hormuz sta provocando una serie di conseguenze sempre più gravi per una lunga lista di nazioni. Il problema maggiore potrebbe non essere il continuo aumento del costo del carburante, ma la sua carenza.
Allarme sicurezza. Un pomeriggio di «ordinaria» follia è quello andato in scena giovedì scorso a Pesaro, quando un cittadino gambiano, completamente fuori di sé, ha colpito quattro agenti di polizia facendoli finire in ospedale. Ma quasi subito dopo è stato rimesso in libertà.







