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Se lo Stretto di Hormuz continuerà a rimanere chiuso a farne le spese non saranno soltanto i voli aerei: quali sono gli scenari per il trasporto marittimo
Oltre alla sempre più plausibile contrazione della disponibilità di carburante nelle prossime settimane, quello a disposizione vale già “oro”. Cosa significa? Un inevitabile aumento dei prezzi per spostarsi e viaggiare da e per le isole del Mediterraneo con biglietti più salati per navi e traghetti.
Dunque, non è soltanto un problema che riguarda i voli aerei ma anche il trasporto via mare. A lanciare l’allarme, nei giorni scorsi, sono state Assarmatori e Confitarma spiegando che il sempre più scarso apporto di carburante dal Medio Oriente con la chiusura dello Stretto di Hormuz ha inevitabili ricadute su questo settore. “Il trasporto marittimo, e nello specifico il comparto dei traghetti, è un elemento essenziale per garantire la continuità territoriale in un Paese come l’Italia che vanta la più larga popolazione insulare d’Europa con oltre 6,5 milioni di persone”, hanno spiegato al Corriere della sera il presidente di Confitarma, Mario Zanetti e il presidente di Assarmatori, Stefano Messina.






