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Teheran evita la chiusura totale dello stretto ma avverte che le navi di Stati Uniti e Israele saranno nel mirino: una riapertura solo formale che mantiene alta la tensione militare, il rischio per i traffici energetici globali e la pressione sui mercati internazionali

"Controlliamo lo Stretto di Hormuz, ma non lo chiuderemo e tutte le navi potranno attraversarlo. Tuttavia, le navi degli Stati Uniti e d'Israele saranno prese di mira dalle forze armate iraniane": lo ha detto il portavoce delle forze armate iraniane Abolfazl Shekarchi, aggiungendo "che l'Iran non può fornire alcuna garanzia sulla sicurezza delle navi di tutti i Paesi e, se dovessero attraversare lo Stretto, la responsabilità di qualsiasi incidente sarà loro, a causa della situazione di guerra".

La lettura corretta della frase attribuita al portavoce militare iraniano è questa: non siamo davanti a una riapertura piena e normalizzata dello Stretto di Hormuz, ma a un tentativo di Teheran di sostituire la minaccia di una chiusura generalizzata con una selezione politica dei bersagli.