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Gli Usa alzano la pressione su Teheran con sequestri navali e nuove minacce. Intanto la Turchia accelera sulle rotte alternative per aggirare il caos di Hormuz
Dalle armi militari a quelle economiche. A poche ore dalla scadenza dell’ultimatum fissato da Donald Trump per permettere alla diplomazia di mettere fine al conflitto tra Stati Uniti e Iran, pochi, se non del tutto assenti, sono i risultati ottenuti dalla Casa Bianca. Sul dossier nucleare e, soprattutto, sul ripristino della libera navigazione dello Stretto di Hormuz. È per questo motivo che, come riporta il Wall Street Journal, l’esercito Usa, dopo aver imposto un blocco navale nel Golfo, si starebbe preparando ad abbordare nei prossimi giorni petroliere legate all’Iran e a sequestrare mercantili in acque internazionali. Secondo i funzionari statunitensi consultati dal quotidiano, la nuova fase dello scontro con la Repubblica Islamica sarebbe stata denominata Economic Fury. Obiettivo: aumentare la pressione economica su Teheran per costringere i pasdaran a riaprire lo Stretto e a fare concessioni sul programma nucleare.






