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Teheran schiera navi non identificate nello Stretto: tra cargo e vascelli civetta, cresce il timore di un blocco petrolifero. Cina e Russia chiedono lo stop ai raid Usa, la tensione esplode
La risposta non si è fatta attendere e mentre i missili cadono sulle basi statunitensi in Qatar, l'Iran muove una piccola flotta di navi senza una precisa classificazione verso la strozzatura dello Stretto di Hormuz, dove almeno 50 grandi petroliere stanno cercando di abbandonare il tratto più critico per raggiungere il Mar Arabico. E questo avviene proprio mentre la Cina, in accordo con altri due grandi potenze nucleari, esprime le proprie obiezioni nei confronti della politica degli Stati Uniti e del loro operato per "annullare" il programma nucleare iraniano. Esigendo la soluzione diplomatica e l'immediata cessazione delle ostilità. Così, una flotta ibrida e il rallentamento delle normali rotte di approvigionamento del petrolia attraverso azioni di dusturbo, o un vero proprio embargo operato dalla piccola marina iranana, potrebbero giocare un ruolo importante nella grave crisi che già minaccia un'imprevedibile escalation.






