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Stop alle spedizioni nello Stretto strategico. Fino al 31% del greggio mondiale via mare bloccato. Asia la più esposta, mercati pronti a reagire lunedì con nuovi rialzi
L'operazione militare “Epic Fury”, l'attacco congiunto Usa-Israele per cercare di decapitare il regime iraniano che ha preso il via questa mattina alle 7:30 circa (ora italiana), sta già facendo sentire i suoi effetti sui flussi di petrolio del Golfo Persico.
Diverse grandi compagnie petrolifere e società commerciali hanno sospeso le spedizioni di petrolio e carburante attraverso lo Stretto di Hormuz a causa del conflitto in corso, secondo fonti di Reuters. La vitale arteria petrolifera è quindi già chiusa, senza bisogno di alcun tipo di intervento militare da parte delle Guardie della Rivoluzione Islamica (i pasdaran), che nel recente passato avevano più volte paventato e messo in atto, sebbene per poche ore, il blocco dello Stretto.









