Il giallo di Pietracatella si arricchisce di nuovi, inquietanti interrogativi che mettono a dura prova le certezze finora acquisite. Mentre i primi riscontri autoptici sulle morti di Antonella Di Ielsi e della 15enne Sara complicano il quadro clinico legato all'ipotesi dell'avvelenamento da ricina, il fronte legale subisce uno scossone improvviso. Giovanni Di Vita, ex sindaco e unico superstite della tragedia familiare di Natale, ha cambiato il proprio difensore in un clima di dichiarazioni sibilline e tensioni latenti, proprio mentre gli inquirenti attendono i test tossicologici decisivi da Pavia per confermare la pista dell'omicidio premeditato.
Le indiscrezioni trapelate sulla complessa autopsia in corso, riportate da Repubblica, sembrerebbero rimescolare le carte nel giallo di Pietracatella. Sebbene l'ipotesi dell'avvelenamento da ricina resti quella centrale, i primi rilievi sui tessuti delle vittime avrebbero evidenziato una situazione biologica ambigua: la necrosi riscontrata sarebbe infatti solo parziale, un dettaglio che — secondo fonti mediche consultate dal quotidiano — potrebbe ricordare più gli esiti di una violenta pancreatite che l'azione tipicamente devastante della tossina.
















