Il giallo di Pietracatella s’infittisce. C’è un dettaglio che potrebbe cambiare tutto, mentre l’Italia si interroga sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara. Ora spunta una verità che ribalta almeno una delle certezze iniziali: Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, “è negativo alla ricina”.
La notizia, anticipata nelle scorse settimane - e rilanciata anche da Il Messaggero - trova conferma ufficiosa. Ma la prudenza resta d’obbligo: la relazione del Centro antiveleni di Pavia non è ancora arrivata sul tavolo del medico legale Pia De Luca e la procura, non a caso, tace. Ma filtrano voci su "nuovi sospettati" in un caso sempre più intricato.
MADRE E FIGLIA AVVELENATE, CLAMOROSO: L'AVVOCATO RINUNCIA ALLA DIFESA DEL MARITO
Un nuovo clamoroso colpo di scena nel Giallo di Pietracatella, la morte di madre e figlia avvelenate: l'avvocato pen...
Silenzio pesante, che alimenta dubbi e sospetti. Già, perché quel veleno — la ricina — nel sangue delle due donne c’era eccome. E allora la domanda resta sospesa: chi lo ha somministrato? E soprattutto, perché? L’ipotesi dell’omicidio volontario è ormai più di una pista. È una convinzione che prende corpo, giorno dopo giorno.











