TREVISO - Da un lato il fascicolo aperto dalla Procura per omicidio colposo a carico di ignoti e l'autopsia ordinata sul corpo della vittima. Dall'altro un vero e proprio giallo, il cuore del problema: chi doveva badare a quel grande pioppo letteralmente crollato sopra Pietro Monici, il 38enne che giovedì nel tardo pomeriggio è rimasto schiacciato mentre pescava con un amico, Alberto Tiveron, lungo il Botteniga nell'omonima via? Una domanda apparentemente semplice. Per il Comune e i residenti la risposta è semplice: la gestione era del Genio Civile. Ma da ieri, oltre allo choc per la morte di una persona e la modalità con cui è avvenuta, negli uffici del Genio di Treviso e di Venezia c'è grande agitazione: «Stiamo facendo tutte le verifiche del caso», spiegano della direzione generale. Il caso Treviso viene trattato personalmente da massimi vertici del Genio. E la verifica principale è una, capire se quel pioppo sia stato veramente di piena responsabilità dell'ente regionale incaricato della gestione e della manutenzione dei canali e corsi d'acqua. Al Genio, sia a Treviso che a Venezia, non ne sono così certi.
Pietro Monici travolto e ucciso a 38 anni dall'albero: si indaga per omicidio colposo








