TREVISO - Si terrà venerdì pomeriggio alle 14.30, nella chiesa di San Nicolò, in centro storico, l'ultimo saluto a Pietro Monici, il rugbista 38enne prossimo ad entrare nei vigili del fuoco che giovedì scorso è stato travolto e ucciso da un pioppo crollatogli addosso mentre stava pescando con un amico sull'argine di via Botteniga.
Il corpo di Pietro arriverà dall'ospedale Ca' Foncello e dopo la cerimonia funebre proseguirà per la cremazione. A darne il triste annuncio sono la mamma Adele, i fratelli Davide, Silvia e Guglielmo, la nonna Raffaela e tutto il resto di parenti, amici e familiari. Per l'epigrafe la famiglia ha scelto delle toccanti parole del poeta Oscar Vladislas de Lubicz Milosz: «Ma il mio cuore è gioioso come il nido che ricorda e come la terra che spera sotto la neve. Perché so che tutto è dove deve essere e va dove deve andare: al luogo assegnato da una sapienza che (il Cielo ne sia lodato!) non è la nostra». A fianco, l'immagine di Pietro, sorridente, tra le montagne che tanto amava.
Pietro Monici «morto in pochi minuti schiacciato dal peso dell'enorme pioppo». L'esito dell'autopsia sul corpo del rugbista 38enne
Schiacciato sotto il peso dell'enorme pioppo che gli è crollato addosso e morto dopo pochi minuti di agonia. È tragicamente morto così Pietro Monici. A mettere nero su bianco le cause della morte del giovane è stata l'autopsia condotta lunedì dall'anatomopatologo Alberto Furlanetto. L'esame sul corpo di Monici parla chiaro e ha rilevato, come si poteva immaginare, che a provocare la morte di Pietro è stato un trauma toracico. Causato, appunto, dall'enorme albero che gli è caduto addosso mentre stava pescando con un amico sull'argine di via Botteniga. L'autopsia ha accertato che le lesioni mortali si trovano tutte nella zona del tronco del corpo del 38enne. Il rugbista, in sostanza, è morto per schiacciamento del torace, sotto il peso dell'albero.






