TREVISO - Pietro Monici aveva 38 anni. Aveva iniziato a fare il vigile del fuoco come volontario. E adesso aspettava di essere inserito in organico in pianta stabile. Aveva già superato le selezioni. «Si era allenato duramente per quel traguardo - ricordano gli amici - quando ha passato il concorso abbiamo fatto una grande festa».

Pietro era nato a Milano, da una famiglia originaria di Mantova. Figlio del cantante lirico Gabriele Monici, mancato nel 2015 a 57 anni, di seguito si era spostato a Verona. Poi è approdato a Treviso. Qui abitava nel quartiere di San Pelajo. Una vita con la valigia in mano. Ma ormai si era stabilito da tempo nel capoluogo della Marca.

Aveva lavorato in diverse aziende, anche come saldatore. Prima del concorso da vigile del fuoco si era allenato a lungo nella piscina di Selvana. Si era avvicinato anche alla squadra di pallanuoto. «A maggio avrebbe dovuto partecipare alla Nataswim a sostegno dell'Advar», rivelano gli amici. Si tratta della staffetta benefica organizzata al Natatorium per raccogliere fondi a favore dell'associazione che si occupa di malati oncologici.

L'acqua era il suo elemento. Non solo per il nuoto e l'attività da sub. Pietro aveva in particolare una passione sconfinata per la pesca. Da oltre sei anni era iscritto all'associazione sportiva dilettantistica Pescatori Sile. Non appena aveva un momento libero, prendeva in mano la canna e si piazzava lungo i fiumi nella zona di Treviso. Proprio come aveva fatto anche ieri pomeriggio lungo le sponde del Botteniga.