Nelle Under azzurre c’è già la scintilla che cerchiamo, quell’iniezione di qualità tecnica di cui la Nazionale maggiore è orfana. Anche se non la vediamo in serie A, c’è. Ed è anzi meglio che i talenti italiani crescano lontani dal campionato del 3-5-2, di questi tempi. Facciamo un passo indietro al 2023, anno di grazia per le selezioni giovanili italiane. L’Under 20 di Nunziata sfiora l’impresa al Mondiale di categoria, arrendendosi solo in finale contro l’Uruguay (di quel gruppo, solo l’ex interista Zanotti gioca all’estero, nel Lugano). Sempre quell’estate, l’Under 19 di Bollini festeggia il titolo Europeo battendo il Portogallo. Oggi in A ci sono Pisilli (Roma), Lipani (Sassuolo), Esposito (Inter) e Ndour (Fiorentina), più Palestra (Atalanta) e Bartesaghi (Milan), assenti all’Europeo ma dentro quel giro azzurro. Per fortuna diversi componenti di quella rosa sono all’estero a crescere secondo i dettami del gioco internazionale: Kayode dalla Fiorentina è andato al Brentford, Chiarodia era al Werder Brema e ora è al Borussia M’gladbach, Koleosho cerca continuità nel Paris FC, mentre Vignato è dovuto andare al Rijeka per giocare, Dellavalle a Los Angeles e Amatucci al Las Palmas in prestito dalla Fiorentina. Gli altri sono stati inghiottiti dal nostro calcio pigro, anche a livello di Nazionali, ed è emblematico il caso di Hasa, parcheggiato alla Carrarese dal Napoli, si è stancato di elemosinare minuti e ha scelto la Nazionale albanese.
Under azzurre: ecco il futuro dell'Italia | Libero Quotidiano.it
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