È guidandola che si capisce davvero dove vuole andare la nuova Dacia Duster Hybrid 155. Nel percorso di prova tra Milano e Cremona, tra traffico urbano, tangenziali e tratti più scorrevoli, il SUV rumeno ha evidenziato un comportamento omogeneo e rassicurante, costruito più sulla concretezza che sull’effetto scenico. In città si fa apprezzare per la silenziosità e per la naturalezza con cui sfrutta la componente elettrica, mentre fuori dai centri abitati restituisce una marcia regolare, composta, adatta a chi cerca un’auto semplice da gestire ogni giorno. La sensazione al volante è quella di un modello pensato per accompagnare, non per impressionare. L’erogazione è progressiva, il passaggio tra motore termico ed elettrico avviene in modo poco invasivo e l’insieme trasmette subito familiarità. È proprio questo uno degli aspetti meglio riusciti della nuova Duster: rendere la tecnologia quasi invisibile nell’uso quotidiano, lasciando al guidatore soprattutto il vantaggio in termini di comfort ed efficienza.
L’ibrido secondo Dacia - Il cuore della novità è la motorizzazione Full Hybrid 155, che amplia l’offerta elettrificata del marchio portando su Duster una soluzione già vista su Bigster. Il sistema mette insieme un 1.6 benzina quattro cilindri da 109 Cv, due unità elettriche — una da 50 Cv e una con funzione di starter/generator —, una batteria da 1,4 kWh e un cambio automatico elettrificato. Il risultato non è una guida aggressiva, ma un funzionamento votato alla fluidità, al contenimento dei consumi e a una migliore vivibilità a bordo. L’avvio avviene sempre in elettrico e, soprattutto nei contesti urbani, la vettura riesce a sfruttare spesso la trazione a zero emissioni locali. È un’impostazione che si traduce in una marcia più morbida, in un minor rumore percepito e in un’efficienza che rappresenta uno degli argomenti centrali della versione. La Hybrid 155, in questo senso, non cambia la personalità della Duster: la rende semplicemente più matura.







