Terzo modello più venduto in Italia nel canale della sola vendita ai privati, la Dacia Duster ha agguantato nello stesso settore lo stesso primato tra i B-suv. Un contesto denso di concorrenti e combattutissimo che, per di più, dalle nostre parte se la deve vendere, anche con un mercato in calo. E pur avendo anch’essa a che fare con questo difficile situazione generale, la Duster è andata controcorrente poiché nei primi sei mesi di quest’anno ha raccolto oltre 18mila preferenze che, a questo punto, fanno pensare che sia piuttosto realistico l’obiettivo di superare le 25mila ottenute nel 2024.
Dacia Duster, suv compatto ma solo per definizione
Tra i principali motivi del successo della Duster 3.0 ci sono il design, la sostanza e l’upgrade delle tecnologie rispetto alla generazione precedente che danno come risultato un suv visto in maniera molto differente dai suoi predecessori, che hanno avuto successo perché erano considerati i low cost della categoria. Insomma, molti non immaginavano nemmeno che sotto le vesti avessero tecnologie condivise con modelli di grande diffusione dell’alleanza Renault-Nissan. Per esempio, l’architettura e i motori nonché la trazione integrale. La terza serie della Duster è frutto della stessa strategia ma arricchita da nuovi elementi. In prima battuta, le tecnologie sono tutte di ultima generazione come quelle di attuali Renault e Nissan. Poi, in ossequio a tempi e tendenze, la gamma è tutta a basso impatto ambientale, sistemi di assistenza alla guida e connettività al passo con i tempi. Inoltre, offre soluzioni che incrementano la funzionalità e l’attenzione alla sostenibilità, grazie all’esteso impiego di materiali green. Insomma, sempre in ossequio ai tempi, la Duster elimina l’eventuale imbarazzo di essere stata scelta solo per una questione di prezzo, sebbene questo fattore resti ancora equo in rapporto ai contenuti tutti al passo con i tempi.







