Anche sulla Dacia Duster è arrivata la powertrain hybrid 155, che aveva debuttato sulla sorella maggiore, la Bigster, ed ha portato sul B-Suv del brand una tecnologia ibrida evoluta e ancora più sostenibile rispetto alla motorizzazione full hybrid 140 precedentemente in gamma.
Infatti, a livello di consumi, comporta un miglioramento dell'8% con emissioni di CO₂ che partono da 106 g/km. ANSA Motori ha provato Dacia Duster hybrid 155 in una prima presa di contatto, lungo un percorso che si snoda da Milano a Crema.
Alla guida si percepisce uno spunto maggiore favorito dalla presenza di un motore termico dalla cilindrata superiore, passato da 1.6 a 1.8, un'unità che eroga 109 CV, contro i 94 CV di quella precedente, e lavora in sinergia con il motore elettrico da 50 CV e con uno starter/generator ad alta tensione.
Cambia anche la batteria, passata da 1,2 ad 1,4 kWh di capacità e le prestazioni sono maggiori: migliora di 6 decimi di secondo lo scatto da 0 a 100 km/h, che adesso viene coperto in 9,4 secondi, mentre la velocità massima dichiarata passa da 160 a 180 km/h.
Così, la Duster full hybrid si distende meglio in autostrada ed in città può procedere per l'80% del tempo in elettrico. Il cambio automatico elettrificato, con 4 rapporti per il motore termico e 2 per quello elettrico, è fluido nei passaggi da una marcia all'altra, a tutto vantaggio del comfort, che nei percorsi autostradali beneficia anche di un buon lavoro di insonorizzazione. Le ripartenze, invece, avvengono sempre in elettrico. Quando si richiede rapidamente tutta la potenza, inoltre, la Duster Hybrid 155 chiama a rapporto tutti i cavalli, termici ed elettrici, con apprezzabile solerzia.






