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Nella più importante fiera italiana del settore, che parte a Veronail 12 aprile, il padiglione regionale al primo piano del Palaexpo diventa il teatro di una narrazione che non si limita al nettare di Bacco ma coinvolge territori, cucina, ospitalità e turismo. Protagonisti quindici consorzi, dall’Oltrepò Pavese alla Franciacorta, dal Lugana alla Valcalepio e alla Valtellina

A Vinitaly non si va più soltanto per parlare di vino. O meglio: il vino resta il centro della scena, ma attorno al calice si muove ormai un intero sistema fatto di territori, cucina, ospitalità, turismo e narrazione. È con questa visione, ampia e piuttosto concreta, che la Lombardia si prepara a tornare protagonista all’edizione 2026 del Salone internazionale del vino e dei distillati, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile.

Il Padiglione Lombardia, allestito al primo piano del Palaexpo, sarà la vetrina di un modello che prova a raccontare non solo il prodotto, ma l’ecosistema che gli ruota intorno. Una strategia che arriva in un momento favorevole per la regione, sospinta anche dall’onda lunga delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, che hanno ulteriormente acceso i riflettori internazionali sulla Lombardia e sui suoi territori.