ROMA - Squadra che vince non si cambia. Ma adesso che la squadra ha incassato una sonora sconfitta alle urne, l'ipotesi di un restyling per stringere i bulloni e ripartire con nuova linfa riprende a circolare. Tutto balla in ore in cui la maggioranza sembra una maionese impazzita. E ora che i sostenitori del voto anticipato - tra questi alcuni big vicinissimi a Giorgia Meloni - sembrano essere stati silenziati, ma nemmeno troppo, ecco che si rincorrono le voci di un ritocco, un'operazione di maquillage per rinverdire la compagine governativa. Senza cedere alla tentazione di un Meloni bis, perché la premier non si è ancora arresa all'obiettivo di consegnare al Paese il governo più longevo della Repubblica.
Soprattutto, rimettere mano alla squadra in tempi burrascosi come questi potrebbe portare dritti verso il burrone: «Si sa da dove si parte, ma non si sa dove si va a finire...». Tanto più con il ruolo in scena assunto nelle ultime settimane da Marina Berlusconi, che coglierebbe al balzo l'occasione di un rimaneggiamento della squadra di governo per portare avanti quel rinnovamento che è decisa a imporre a Forza Italia. Oltre ad accendere gli appetiti di Matteo Salvini, pronto a rilanciare la sua Opa sul Viminale. Allo studio, non a caso, «non c'è un rimpasto vero e proprio, piuttosto qualche spostamento, qualche cambio di casella necessario per riquadrare», spiegano da via della Scrofa, assicurando che non è comunque questione di ore: «Si naviga ancora a vista, bisogna chiarirsi meglio le idee». Fonti di governo però non escludono che la presidente del Consiglio potrebbe salire al Quirinale già prima di Pasqua, con l'obiettivo di un confronto diretto con il Capo dello Stato per comprendere il perimetro d'azione.














