Un doppio blitz, prima con la nomina di Gianmarco Mazzi come nuovo ministro del Turismo, poi con la missione nel Golfo, dopo avere approvato la proroga del taglio delle accise su benzina e gasolio.
Poi Giorgia Meloni sceglie il Tg1 per chiarire anche a parole la sua linea dopo lo scossone del No alla riforma della giustizia: non c'è "tempo da perdere" e il governo "va avanti". Parole, pronunciate dopo due settimane di sostanziale silenzio sul punto, che cercano di mettere la parola fine alla ridda di ipotesi sul post-referendum: dal voto anticipato, alle più varie geometrie di rimpasto, alimentate anche dal passo indietro - richiesto esplicitamente - di Daniela Santanché e, da ultimo, dal caso che ha coinvolto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
"Alchimie di palazzo che non interessano a nessuno", si continui pure a parlarne che "intanto noi continuiamo a lavorare per il bene di questa nazione", liquida "le ricostruzioni su dimissioni e rimpasti" la premier, che in una "situazione complessa" invita le opposizioni, che martellano da giorni sulla crisi e sulla tenuta del governo, a un "atteggiamento più costruttivo": facile e "fortunata", dice la premier, "la posizione di chi può criticare comodamente seduto sul divano perché sono altri che devono risolvere i problemi". Meloni aveva già assicurato la "piena fiducia" a Piantedosi. E nessuno accenna al "caso Conte" nel Consiglio dei ministri convocato di primissima mattina, mentre lei, la giornalista che ha rivelato di avere una relazione con il titolare del Viminale, fa sapere che "il prima possibile avrete tutte le risposte" mentre cerca di dribblare le domande di "E' sempre Carta bianca", chiedendo "un po' di rispetto" e di finirla con "l'odio". Il Cdm non dura nemmeno un quarto d'ora.












