Un doppio blitz, prima con la nomina inattesa di Gianmarco Mazzi alla guida del ministero del Turismo - per lui il testimone amaro raccolto da Daniela Santanché, che mai e poi mai lo avrebbe ceduto - poi con la missione a sorpresa nel Golfo, dopo avere approvato in un Cdm lampo la proroga del taglio delle accise su benzina e gasolio. Giorgia Meloni riparte ingranando la marcia alta, in barba a chi sosteneva che non avrebbe ripreso il cammino o che bisognava attendere la fine delle festività di Pasqua per vederla tornare alla guida del Paese.
La premier sceglie il Tg1 dopo due settimane di sostanziale silenzio, lasciandosi alle spalle lo «sconfittismo» che sembrava averla colta dopo la debacle referendaria. Per lei - mette in chiaro da Gedda - non c'è «tempo da perdere», il governo «va avanti» e, stando almeno alla sua agenda fittissima, non intende smarrire nemmeno un minuto.
Giacca nera e camicia chiara, Meloni riappare in tv quando in Italia è ora di cena per dare lo stop alla ridda di ipotesi seguita alla batosta elettorale incassata, complice del turbinio di voci e ipotesi il repulisti che a caldo ha fatto tremare il governo e il suo partito, Fdi. E dunque, voto anticipato? Rimpasto a geometrie variabili? Innesti esterni in vista? «Alchimie di palazzo che non interessano nessuno, si continui pure a parlarne che intanto noi continuiamo a lavorare per il bene di questa nazione». «Divertono le ricostruzioni su dimissioni e rimpasti», si toglie un sassolino dalla scarpa la premier, ma in una «situazione complessa» come quella che stiamo vivendo richiama all’ordine le opposizioni, che martellano da giorni sulla crisi e sulla tenuta del governo, invitandole a un «atteggiamento più costruttivo».












