Solo a sera, Giorgia Meloni rompe il silenzio. Proprio come fatto per Andrea Delmastro (e prima ancora per Gennaro Sangiuliano) la premier alla fine firma una nota di ringraziamento per l’ex ministra del Turismo dopo il passo indietro dell’altro ieri («ha lavorato con grande dedizione») e, soprattutto, ufficializza la volontà di tenere per sé ad interim le sue deleghe. La decisione - comunicata a Sergio Mattarella durante una breve telefonata - consente a Meloni di evitare di salire al Colle per un nuovo giuramento. Ovvero di mostrarsi ancora una volta in una posizione di debolezza. Nulla, in ogni caso, che possa assomigliare ad un rimpasto. Spettro che ha agitato a lungo Meloni nelle ultime ore. Non è però detto che lo schema resti questo definito ieri. Come già lascia intendere la nota di Palazzo Chigi parlando di un «asset strategico» la premier sarebbe alla ricerca di un tecnico a cui affiancare il fedelissimo “ministro ombra” Gianluca Caramanna, in odore di promozione al suo rientro dalla convention dei conservatori americani di Dallas, in Texas (a cui, per inciso, Meloni quest’anno non invierà neanche un videomessaggio data la complessità dei rapporti con Donald Trump).

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