ROMA Riparte, ma adagio. Giorgia Meloni assume l’interim del ministero del Turismo “orfano” di Daniela Santanchè, messa alla porta dopo 22 ore di passione. La premier avoca a sé le deleghe, informa quasi a sera il Quirinale con una telefonata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che firma il decreto per il conferimento dell'interim. Tra i due una telefonata rapida, «istituzionale, per aggiornare il Capo dello Stato della decisione assunta» dalla premier. Che ora indossa anche la “maglia” del turismo. Nella nota diramata da Palazzo Chigi, Meloni lascia da parte le botte da orbi e ringrazia anche la “pitonessa”, riconoscendole la «grande dedizione» per la «ripresa e il rilancio del turismo italiano».

Si tratta di un comparto fondamentale per l’Italia - il “belpaese” agli occhi del mondo - con un valore economico che oscilla tra i 210 e i 240 miliardi di euro, 4 milioni di posti di lavoro all’attivo. Un pilastro fondamentale della nostra economia. Ed è proprio per questo, in giorni in cui il governo è apparso per la prima volta allo sbando agli occhi dell’opinione pubblica, che nel comunicato si rimarca come l’esecutivo «continuerà a lavorare per sostenere e valorizzare un asset strategico dell’economia nazionale, che assicura prosperità, benessere e prestigio internazionale all’Italia». Tradotto: il governo c’è, va avanti sulla sua strada. E riparte dopo lo stop incassato alle urne.