Una fuga lunga migliaia di chilometri per nascondere le crepe nel governo e rispondere alla crisi economica "provocata dal suo amico Trump", senza aiutare davvero famiglie e imprese.

La missione a sorpresa di Giorgia Meloni nei paesi arabi non convince le opposizioni. Ed escluso Carlo Calenda, tutte la liquidano come una "toppa" per correre ai ripari. Pesa il rischio recessione, ventilato dagli ultimi dati economici di Istat e Bankitalia e, più imminente, il razionamento di carburante scattato in quattro aeroporti italiani.

Una mossa che porterà a una "operazione immagine" (è la previsione di Luca Pirondini, del M5s) che la premier tenterà giovedì nell'informativa al Parlamento, per "far vedere che è di nuovo al comando", infierisce il capogruppo 5S. Un'occasione probabilmente per rivendicare l'impegno contro il caro energia e il rilancio della squadra di governo, anche senza un vero rimpasto. Meloni riferirà alle 9 alla Camera e alle 12 al Senato. Sarà un resoconto ad ampio raggio, dallo stato di salute del governo alla situazione internazionale, e non sarà messo ai voti come succede con le comunicazioni.

Dopo l'intervento della premier, ogni gruppo avrà 10 minuti per la discussione. E' la prima informativa di Meloni negli ultimi mesi nonostante l'opposizione ne abbia chieste tante, periodicamente: dai dazi all'attuazione del Pnrr, dalla frana di Niscemi al Board of peace nel Medioriente, fino al più recente affaire sull'ex ministra Daniela Santanché. Durissimo sul governo è Francesco Boccia: "Vive di toppe, annunci e provocazioni. Non gestisce nessuna delle crisi in corso: arranca, insegue i problemi", è la sintesi che il capogruppo del Pd al Senato affida a Repubblica. Scettico pure sul blitz arabo: "Meloni improvvisa un tour dalla sera alla mattina come se fosse l'amministratore delegato aggiunto dell'Eni", convinto che qualsiasi risultato strapperà l'Italia, sarà a termine. Un viaggio nel Golfo per distogliere l'attenzione dai guai interni, è la lettura di Avs: "È imbarazzante vedere Giorgia Meloni in giro con il cappello in mano di fronte a emiri e padroni di gas e petrolio di varia natura - denuncia Nicola Fratoianni - cercando di mettere 4200 chilometri fra lei e i disastri che combinano i suoi ministri e sottosegretari".